Finalmente abbiamo una data per il
trailer di
Twilight doppiato in
italiano! Il trailer uscirà in esclusiva tra una settimana,
giovedì 23 ottobre,
su Yahoo Cinema Italia.
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Nel frattempo, la Summit Entertainment ha pubblicato il terzo trailer sul suo canale YouTube: una buona occasione per rivedercelo un’ennesima volta (o due, o tre…)
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Per chi ieri non fosse riuscito a vedere tutte le immagini spoiler del Companion Book (a un certo punto era crollato il sito che le ospitava, evidentemente siamo in troppi!!), Just-Cullen.com le ripropone tutte in una gallery dedicata. Ce ne sono alcune nuove, tra cui la prima immagine del cameo di Stephenie nel film! Ripeto: ci sono molti spoiler sul film, quindi guardatele a vostro rischio e pericolo e solo se siete sicuri, QUI.
Non sappiamo ancora se il Companion Book uscirà in Italia, ma pare sia già possibile acquistare l’edizione inglese su Amazon.
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Oggi dovremmo conoscere i nomi dei vincitori del concorso Fazi/Carige, che metteva in palio 15 biglietti, ciascuno valido per due persone, per l’anteprima di Twilight al Festival di Roma. Tenete d’occhio questa pagina per vedere quando pubblicheranno i nomi dei 15 fortunati.
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Poi abbiamo una nuova immagine di Angela (Christian Serratos):
E poi, oggi vi presentiamo una lunga e interessante intervista a Melissa Rosenberg, la sceneggiatrice di Twilight. Ex ballerina, Melissa è anche co-produttore esecutivo di Dexter, una famosa serie tv.
Come sei entrata a far parte del progetto Twilight?
Avevo già collaborato con la Summit Entertainment in Step Up, ed era stata una bella esperienza, molto collaborativa. Poi mi hanno chiesto di fare Step Up 2, ma non ero disponibile, quindi ho pensato: “Fantastico, ho appena distrutto i miei rapporti con un’importante casa di produzione!”. Ma poi, qualche mese dopo, Eric Feig della Summit mi ha richiamata e mi ha chiesto: “Che ne pensi di adolescenti e vampiri?” E io: “Oh mio dio, adoro adolescenti e vampiri!”. Si dà il caso che io sia una grandissima fan di Buffy l’Ammazzavampiri, anzi direi che è una delle serie tv più belle di sempre. E poi, credo di aver visto tutti i film di vampiri mai usciti. Quindi ero emozionatissima dopo quella telefonata. Però devo ammettere che non avevo mai sentito nominare Stephenie Meyer prima che la Summit mi contattasse. Anzi, quando ho ricevuto la telefonata, ero a casa di un amico. Quando gli ho chiesto se aveva mai sentito parlare di un libro intitolato Twilight, il mio amico è saltato su e ha preso il libro dallo scaffale. Comodo! Quindi ho iniziato a leggerlo subito. E ne sono rimasta affascinata. Stephenie è riuscita a prendere un genere ormai vecchio e abusato e reinventarlo completamente creando una nuova, bellissima mitologia. Quanto sono fortunata a poter giocare nel suo mondo?
Quindi hai letto tutti i libri prima di incontrare i dirigenti della Summit?
Non ho letto i libri dopo il primo, perché l’adattamento doveva riguardare solo il primo. Anzi, non ho letto gli altri finché non ho finito di scrivere la sceneggiatura, perché volevo affrontare la storia di Twilight come qualsiasi lettore o spettatore. Volevo mantenermi fedele al primo libro, e non rivelare cosa accade dopo. Per esempio, Jacob nel primo libro è molto diverso dal Jacob di New Moon e dei libri successivi, quindi volevo che la versione cinematografica di Twilight fosse una storia compiuta in se stessa. Ma ero nervosa a quella prima riunione, perché ci sarebbe stata anche Catherine Hardwicke, di cui sono una grande fan. Però ero fiduciosa perché la mia idea era di mantenerci fedeli al libro come a una bibbia. E credo che anche loro sperassero in questo, perché avevano già rifiutato una precedente versione della sceneggiatura alla Paramount. Ricordo che Stephenie l’aveva definita un’ottima sceneggiatura, che però non aveva niente a che fare con il libro. E con un progetto come questo, non ci si può allontanare troppo dal libro. Quindi il mio compito era quello di tenermi fedele al libro ma dargli la forma di un film.
Come hai fatto a dargli la forma di un film?
Be’, nel libro ci sono molti dialoghi interiori, che in realtà si svolgono nella testa di Bella. E’ difficile riprodurre questo effetto in un film. E volevo che il film mantenesse il punto di vista di Bella, ma all’inizio non capivo come entrare nella sua testa senza usare una voce fuori campo. Quindi dovevo inventare conversazioni con altri personaggi in cui quei dialoghi interiori potessero venir fuori. Si trattava soprattutto di capire come Bella scopre che Edward è un vampiro. Con chi poteva mai avere una conversazione del genere? Credo di aver risolto questo problema in maniera brillante.
Quando è entrata in gioco la voce fuori campo?
Sai, è stata Catherine a suggerire di usare la voce fuori campo. Per gli sceneggiatori è una specie di tabù, si dice sempre che è meglio non usarla… d’altronde in Dexter la usiamo spesso. In ogni caso, la voce fuori campo è sempre difficile da scrivere. Ma è stata Catherine a dire: “Credo che dovresti usarla.” Allora abbiamo iniziato a usarla con molta cautela, perché nel film c’è davvero bisogno di sapere cosa passa per la testa di Bella, perché il pubblico possa immedesimarsi con lei.
Inoltre, in una sceneggiatura c’è bisogno di un ritmo veloce, di avere conflitto in ogni scena, quindi è stato necessario condensare molte parti del romanzo. Inoltre, nel libro i vampiri nomadi non compaiono fin quasi alla fine, cosa che in un film non può funzionare. C’è bisogno di quella tensione minacciosa fin dall’inizio. Dovevamo vedere i vampiri, il pericolo che rappresentano, fin da subito. Quindi ho dovuto creare una storia per ciascuno di loro, cosa facevano prima, “riempirli” un po’ come personaggi.
Quanto hai collaborato con Stephenie durante la stesura dello script?
Per nulla, in realtà, e in un certo senso, ogni singola parola! Ho avuto pochissimi contatti con Stephenie durante il lavoro di adattamento perché dovevo basarmi sulla mia visione artistica, per vederlo come un film che esistesse separatamente dal libro. Ma ovviamente, ogni parola che scrivevo proveniva direttamente dalla sua immaginazione. Quindi, pur avendo avuto pochissimi contatti, abbiamo danzato insieme sulla pagina. L’unica cosa di cui abbiamo discusso davvero durante il mio lavoro è stata l’ambientazione.
Il libro inizia con Bella a Scottsdale, poi si sposta nel Pacifico nordoccidentale, che ha panorami bellissimi. Quindi io volevo far iniziare il film a Forks. Ma con Catherine e Stephenie abbiamo parlato del perché Stephenie volesse fa iniziare il film a Scottsdale. Si trattava anche di presentare il personaggio di Bella: il modo in cui si percepisce come una ragazza normale, in confronto a tutti gli altri: cioè l’esatto opposto di come la vede Edward. Quindi abbiamo deciso di iniziare così il film: con un contrasto netto tra dove è diretta Bella e il luogo da cui proviene. Così diventa chiara anche la relazione con sua madre, Renee, che poi si rivela importante alla fine. Stephenie mi ha fatto leggere alcune pagine che mi hanno permesso di approfondire la storia e la psicologia dei personaggi: sono state preziosissime. Da allora abbiamo collaborato molto, e continueremo a collaborare, mi auguro.
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