Domanda: In questo capitolo della saga vengono affrontati argomenti più adulti: in che direzione sono cresciuti i vostri personaggi?
Jackson: Sì, sono argomenti più adulti. L’amore tra Edward e Bella è diventato maturo, loro vogliono avere una famiglia ed è verso questa famiglia che evolvono i personaggi. E sicuramente ci sono anche dei toni più dark.
Nikki: Siamo ormai una famiglia unica, e la differenza è che quindi non siamo più divisi in due. Per me è stato bello poter interpretare l’unica persona su cui Bella potesse contare. Questo è stato bello, avere questa famiglia che vive questo momento.
Domanda: E’ stato difficile lavorare con registi sempre diversi?
J: E’ stato divertente, ed è stata un’esperienza di apprendimento. Ognuno porta la sua estetica e si può crescere, avere un diverso comandante cambia il viaggio.
N. E’ stato interessante perché non si trattava di un processo convenzionale, ogni regista è giunto con le proprie idee.
J. E poi la costante presenza della Meyer è stata importante, averla lì e farle delle domande è stato fondamentale.
Ogni film aveva un suo particolare stile. Nell’ultimo film la Meyer è stata presente come produttrice ed è stato fantastico poter fare riferimento a lei ogni giorno, in ogni momento.
Domanda: Vi è capitato di dare consigli voi al regista che arrivava per ultimo?
J: Tutti ci hanno fatto delle domande. Soprattutto per i nostri personaggi, noi siamo i gemelli e ogni regista aveva la sua prospettiva. In quest’ultimo film - con Bill Condon - abbiamo cercato di spiegare la loro divisione [il fatto che i due Hale non stessero dalla stessa parte]. Mi ha chiesto da che parte stava Jasper, e lui sta nella famiglia per Alice quindi sta con la famiglia per lei ed è dalla sua parte.
N: Io non mi sono sentita come lui. Forse ho fatto io tante domande e non me ne sono fatte fare. Ho avuto la sensazione di esser io quella che andava in giro alla ricerca di risposte. Io ero confusa quando abbiamo iniziato a girare l’ultimo film, perché il mio è stato un personaggio con una certa coerenza e quindi avevo paura che potesse rivelarsi poco profondo. Quindi quando toccava a me andavo subito dal regista a fare le domande…
Domanda per Nikki: Sei un’attrice molto completa e hai anche scritto delle sceneggiature. Hai in programma di scriverne delle nuove?
N. Ho già lavorato su altre cose ma non buone come Thirteen. Questo è un periodo di transizione per me, amo recitare ma amo fare anche altre cose, anche più semplici. Scrivere sul mio blog per esempio mi dà una soddisfazione che non riesco a ricavare dalla recitazione. Ho diretto due video musicali e ho anche prodotto dei film. E penso che questa sarà la strada che seguirò in futuro.
Domanda per Jackson: Quanto ti ha fatto crescere questo ruolo come attore?
J: Come artista ringrazio Dio perché ogni giorno mi sveglio e posso fare quello che amo. Quando prendo una chitarra e salgo sul palco c’è una forte reciprocità tra artista e pubblico. Quando ho fatto Grease per esempio… è stato magico. E credo di non essermi mai sentito così tanto a mio agio. Quando non mi esibisco mi sento un artista. Quando sono stato coinvolto in Twilight non credevo che avrebbe avuto tutto questo successo. È un processo quotidiano in cui fai qualcosa in cui metti la passione, e continuerò a farlo fino a quando non lascerò questo mondo.
Domanda: Com’è stato stare sul set con Pattinson e la Stewart? Hanno fatto una vita separata dal resto del cast? O erano tutti molto uniti? Loro sono dei divi ormai, come si sono atteggiati? E poi se avete un episodio simpatico da raccontare inerente alle riprese..
J. Tutta la serie è incentrata sull’amore tra Edward e Bella, sono come Romeo e Giulietta però senza i Capuleti e i Montecchi ecc. Bisogna creare una realtà in questo mondo, perché siamo tutti cresciuti insieme, siamo parte di questo fenomeno. Però magari alla fine vedo la faccia di un mio amico su un tabloid e mi viene da ridere, perché spesso sono cose false. Sono miei amici, sono tutte persone fantastiche. La prima volta che ho incontrato Nikki stavamo andando a Portland insieme, e l’hostess voleva impedirmi di salire a bordo dell’aereo con la mia chitarra e Nikki si è messa al mio fianco dicendo: “No, devi permettergli di portare la chitarra!”. Ed è stato bello.
N. E’ molto bello quello che hai detto.
J. Tu sei bella.
N. Che dolce… è molto dolce.
Nikki: Le cose sono cambiate. Quando abbiamo cominciato eravamo un gruppo di ragazzini che stavano a Portland, cenavamo insieme… E credo che ci siamo tutti aggrappati a questo. Ma la realtà è che le cose sono cambiate ed è normale che sia così. A un tratto c’erano le guardie del corpo sul set, i nostri amici finivano sui giornali… Non è che la situazione sia peggiorata, è semplicemente diversa.
D. Le persone che vi vedono si identificano in voi. Voi da giovani lo facevate?
N. Credo sia importante operare una separazione. Uno diventa famoso dalla sera alla mattina, quindi è molto importante capire che una cosa che arriva velocemente può sparire altrettanto in fretta. Questo vale per tutti. Viene e va. Quand’ero ragazzina certe cose non potevo vederle, perché non c’era internet. Per esempio, mi piacevano le Spice Girls, ma a quei tempi quello che facevo era andare al negozio e comprare il cd… lo aprivo e cercavo di capire la musica, non che tipo di caffè bevessero.
J: Bisogna separare gli aspetti della vita privata da quella artistica. Se vedessi i Rolling Stones uscirei di testa, ma io non sono Mick Jagger - non riesco a muovermi in quel modo. Non potrei imitarlo. Ho provato a portare un anello con un teschio, ma non ha funzionato… Noi non abbiamo scritto la saga, siamo attori. Siamo appassionati di questi personaggi e quello che vuoi è che loro siano corposi e consistenti.. ma sono loro i personaggi, non siamo noi. Io non sono il tipo che si mette in fila per vedere determinate persone. Se le incontro vivo la cosa come un onore, ma le tratto come se fossero amici dei miei genitori.
Domanda: Quali elementi hanno contribuito a fare di questa saga un fenomeno mediatico?
J: Tu parli di fenomeno mediatico ma c’è differenza tra la reazione dei media e quella dei fan. Non ho capito la domanda… Nikki aiutami!
N. È una favola d’amore epica, ma non è reale, e per questo è così attraente. Le dodicenni costruiscono su di essa le loro fantasie, mentre le donne di 50 o 60 anni ricordano i loro amori. Crescendo capisci che l’amore è una cosa reale, e che non si tratta di quello cui devi rinunciare per l’altra persona. Per questo amavo il rapporto tra Jacob e Bella.
Domanda per Jackson: Hai altri progetti per la tua carriera musicale?
J: Sono stato fortunato nell’ultimo anno e mezzo perché la mia etichetta e la mia società di produzione - si tratta di due cose diverse perché con la musica hai un contatto diretto con la gente, mentre con il cinema la realtà arriva dopo, con la promozione - alimentano la mia passione in toto. Quando vado al cinema rimango sempre fino alla fine per poter leggere i nomi di tutte le persone che hanno lavorato a quel film. Per Avatar ho trascorso 15 minuti a leggere… e sono rimasto sorpreso. Continuerò a lavorare sia nel cinema sia nella musica, mi vedo in questa direzione: recitare, scrivere… e chissà, forse un giorno anche dirigere. Mi considero una spugna che assimila tutto. Continuerò ad andare avanti e a fare anche più di quello che sto facendo adesso. Non mi fermerò.
Domanda per Nikki: In questo film la relazione tra Bella e Rosalie evolve. Com’è stato per Rosalie ricevere la telefonata di Bella?
N: Presumo che lei diventi tutto per Bella. E’ l’unica che le sta accanto. Non ho ancora visto il film, poi le cose cambiano dal set al prodotto finale. Ma è stato bello stare sul set senza sentirsi un ‘attrezzo di scena’, è stato bello avere questo scambio. Eclipse si è chiuso con una specie di area grigia nel rapporto con Bella e spero che in Breaking Dawn ci sia questa transizione tranquilla nel rapporto tra le due.
D. Siete fan del genere Young Adult? Vi piacerebbe far parte di qualche progetto inerente o vorreste staccarvi dal genere?
J: Io ho prodotto una serie web, e trovo il genere Young Adult molto interessante. Io e Nikki siamo stati in O.C., e stiamo cercando di raggiungere un pubblico giovane su formati nuovi. Persino i politici cercano di avvicinarsi a loro. Hunger Games, Percy Jackson… si tratta di un tipo di letteratura su cui le case di produzione stanno puntando, e io accetterei di prendere parte a progetti simili.
N. Se fosse qualcosa in grado di appassionarmi, accetterei. Io credo che devi fare quello che ti piace davvero, a prescindere dal successo che può darti.
D. Temete di rimanere imprigionati nei vostri personaggi, che la gente vi riconduca per sempre a loro?
N. Ho la sensazione di esser fortunata perché non assomiglio a Rosalie. Come vedi non sono bionda! (ride) Spero che questa cosa non mi si ritorca contro, questa serie ha avuto un grande successo e il fatto che la gente non riesca a vederti al di là di essa è il rischio che si corre. Spero che il fatto di non somigliare al mio personaggio mi possa aiutare. Spero di aver risposto.
J: L’ho trovato anche nelle altre forme d’arte. Quando suono vedo che c’è un certo tipo di pubblico: molte ragazze, il fidanzato trascinato a vedere il tizio di Twilight… Noi siamo molto diversi dai nostri personaggi, e in generale mi piace interpretare qualcosa di diverso da me. Spero che non influenzi negativamente le nostre carriere, ma è un qualcosa che - eventualmente - può capitare e che bisogna accettare. Mio papà dice sempre “Aspettati il meglio ma preparati al peggio!”